Le virtù: disposizioni eccellenti ad agire

 di Michele Bisceglia

Parole chiave: virtù, ragione, giustizia, felicità, cura

Il convegno UniMC "On Virtue(s)" del 4 dicembre 2024 ha indagato il significato delle virtù, il loro fondamento e la loro applicazione nelle dinamiche contemporanee.


Il 4 dicembre 2024 il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Macerata ha ospitato il convegno "On Virtue(s)", in cui si sono riuniti David Oderberg (Reading), Ludger Jansen (PTH Brixen), Maria Silvia Vaccarezza (Genova), Gabriele De Anna (Udine), Arianna Fermani, Benedetta Giovanola, Francesco Orilia, Silvia Pierosara, Michele Cardinali, Michele Paolini Paoletti e Carla Danani (Macerata).

Le virtù morali, come osservato da Oderberg ("Virtues Biological and Ethical"), emergono dalla biologia, ma trovano il loro fondamento nella razionalità, nella libertà e nella conoscenza, orientando l'azione verso il bene. Fermani ("'Think human, since you are human'. Virtues, Friendship and Human Happiness in Aristotle"), rifacendosi ad Aristotele, ha mostrato come l'amicizia sia non solo una relazione, ma anche una vera e propria virtù, ossia una disposizione ad agire, che è essenziale per la felicità. Giovanola ("Virtues and Social Justice") ha evidenziato come la ragionevolezza sia una virtù indispensabile per un dibattito pubblico inclusivo, base della giustizia sociale. Jansen ("Being good for something: What we can learn from nature and engineering") ha esplorato l'imitazione dei modelli naturali nell'ingegneria, interpretando tale imitazione come analoga al processo di generazione della virtù. 

Vaccarezza ("Virtue monism. Practical wisdom as cross-situational ethical expertise") ha proposto la saggezza come l'unica virtù, o perlomeno come la virtù capace di unificare e orientare le altre "virtù". Orilia ("Castañeda's moral theory, values, virtues and truthmakers"), richiamandosi a Hector-Neri Castañeda, ha discusso come un ordine morale ideale consenta di valutare e riformare i codici esistenti e, di conseguenza, ha introdotto i fattori di verità nell'etica. De Anna ("Anscombe on Practices") ha posto al centro della riflessione il concetto di pratica, essenziale per comprendere ogni aspetto della moralità. Pierosara ("Epistemic Justice") ha analizzato le ingiustizie epistemiche, mostrando come possano riguardare anche le istituzioni che, al pari delle persone, possono essere virtuose o viziose. Cardinali ("Attentiveness as Virtues in Caring") ha chiuso il convegno riflettendo sull'attenzione come virtù cruciale nella cura, necessaria per rispondere ai bisogni dell'altro.


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