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Piero della Francesca o della vita cristallina

di Paolo Godani* Parole chiave: stile; univocità; geometria; astrazione; Rinascimento Lo stile geometrico di Piero sembra nutrirsi di una sotterranea ispirazione egizia. Ma qual è il senso di questo stile che mira ad estrarre un'essenza immobile dagli esseri soggetti allo scorrere del tempo? “Le piramidi egizie sono […] abitazioni per i morti” (Hegel 2000, p. 133); più precisamente, sono “cristalli, che albergano al loro interno uno spirito defunto” (ivi, p. 211). Ma siccome, se seguiamo Erodoto, gli Egizi sono i primi a insegnare che l’anima è immortale, forse quell’immenso cristallo di roccia non è propriamente una tomba, ma appunto una vera abitazione per il morto, il luogo nel quale il suo spirito persiste insieme al suo corpo al di fuori della vita vissuta.  Solo una forma cristallina come quella della piramide poteva configurare un tale luogo, perché il cristallo è la rappresentazione perfetta di una vita non organica, di una vita che anziché invischiarsi con la morte, si pre...

Riscoprire oggi la via della nonviolenza

Il dramma dell’ospitalità: le Supplici di Eschilo

A partire da Demetra: per un’etica dell’amore materno

Perché? Perché? Perché?

Il dialogo intergenerazionale. Ridurre la distanza con la vicinanza

In sé e per noi: l'essere umano incluso ed escluso dalla conoscenza del kosmos